
Piacevole, senza dubbio. L'ultima fatica di Veronesi fa passare 2 ore in modo spensierato. Il cast mi è piaciuto molto; nel primo episodio, l'accoppiata Castellitto - Scamarcio regala diversi sorrisi e probabilmente è quella che meglio ricalca la natura del film. I modi pensare e i comportamenti di 2 generazioni a confronto. Castellitto ha vissuto momenti cinematografici migliori, ma quando canta "Meraviglioso" fa apparire tutta la levatura del grande attore. Scamarcio mi ha sorpreso. Non ne ho una grande stima cinematografica, ma in questo film si riscatta parzialmente. Il secondo episodio risulta un pò freddo e non credo perchè è ambientato in Russia. Verdone snocciola un personaggio pieno di paure e nervosismi. Gli riesce bene, molto bene a conferma che quando è diretto risulta più brillante rispetto alle volte in cui è alla regia. Di per sè la pellicola non ha colpi di scena ed è giusto che sia così, le situazioni grottesche degli italiani all'estero sfociano poi in situazioni in cui serve agire con il cuore e la regia da allo spetttatore quallo che si aspetta. Punto a favore sono le location. Molte inquadrature sono in stile cartolina, ma non credo fosse possibile evitare tale scelta. I luoghi in cui le scene sono state girate, richiedevano protagonismo e la regia, giustamente ne ha concesso. Prossimo film? Yes Man
2 commenti:
Da na cifra che non passavo da ste parti!
Riguardo "Italians" mi vedo costretto a dissentire su Verdone... mi ha dato l'idea di essersi impantanato un po' troppo nel personaggio del uomo ansioso e pieno di paure.
Riguardo Yes Man... grande delusione!!! mi aspettavo qualcosa di nuovo, le solite situazioni comiche e le solite battute americane e la solita sua mimica facciale che c'ha rotto un po' le palle! Non parliamo della trama, la solita storia: un uomo sfiduciato con se stesso e con il mondo, incazzato con la vita, poi arriva la classica situazione che gli farà cambiare la visione della vita che diventa piena d'amore e cose belle! Unica nota positiva: all'inizio il film ti fa riflettere sul concetto di "dire sì" alla vita ma l'effetto "riflessione" passa subito.
Si però il personaggio dell'uomo ansioso secondo me gli riesce bene, non credo che si sia impantanato. In fondo ha 50 anni e in questo momento non credo possa fare altro. Troppo vecchio per rispolverare situazioni coatte, troppo giovane per ricoprire ruoli che devono trasmettere saggezza. Ma al di là di questo, di base c'è che quando non è dietro la macchina da presa, ultimamente rende meglio!
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